RASSEGNA STAMPA
MODULO
num. 273 - lug/ago 2001
In legno, a secco
Un progetto dello IACP di Macerata per 22 alloggi E.R.P. + 34 autorimesse a Serravalle di Chienti (Mc).
L’Italia è uno strano paese. Alcune cose sembrano essere estranee alla cultura comune, finché non si va a fondo nei dettagli e se ne scopre invece una vasta diffusione ed un ampio commercio.
Un esempio è dato dall’uso del legno nelle costruzioni. Tranne alcuni rari esempi, le scuole italiane di ingegneria e di architettura hanno sempre trascurato tale materiale, sia dal punto di vista storico che strutturale, relegandolo al sia pur nobile ambito delle decorazioni o dei serramenti. Eppure sugli scogli più remoti dell’Adriatico si trovano ancora i trabucchi, le antiche impalcature in legno utilizzate dai pescatori, mentre sui vasti pendii soleggiati del Trentino sono sparse le tipiche “viles ladine”, con le loro antiche costruzioni in legno. Queste architetture anonime, questa prosa costruttiva, fanno ormai parte di quelle tradizioni che si perdono assieme alla memoria degli anziani. E tuttavia il mercato del legno in Italia è in pieno sviluppo. L’uso che nel progetto in esame si fa del legno costituisce quindi al tempo stesso un ritorno alle origini e una provocazione. Si tratta di due stecche ad uso abitativo, di 60 m e 76 m, formate dal raggruppamento su due livelli di tre tipologie di appartamenti, sia simplex che duplex, serviti in parte da un ballatoio centrale. I due corpi non costituiscono, agli effetti dei punti di visuale possibile, una imponente volumetria, ma si offrono con una immagine architettonica unitaria. L’interesse verso questi edifici nasce dal ruolo delle tecnologie “leggere” nel far fronte a situazioni di domanda abitativa, caratterizzata da particolari requisiti della committenza/utenza (mobilità insediativa, trasportabilità, recuperabilità, ecc.), dall’altra per la versatilità di queste tecnologie nei confronti della riconversione e delle razionalizzazioni produttive divenute indispensabili nelle realtà industriali e ambientali di molti paesi avanzati.
Lo scheletro strutturale, realizzato con travi e pilastri in legno lamellare, è una versione italiana del sistema americano “Timber Frame”, laddove i giunti lignei sono qui sostituiti da connessioni metalliche. Questo telaio, completamente montato a secco e non a umido, una volta completato funge da supporto per il solaio, il tetto e le pareti di tamponamento. Eliminare dalla costruzione l’acqua, oltre al vantaggio della rapidità d’esecuzione, dell’asciugatura e della utilizzabilità immediata, significa eliminare la causa diretta o indiretta di almeno il 60% delle patologie riscontrate negli edifici. Gli edifici assemblati a secco presentano alcune caratteristiche estremamente interessanti: edifici leggeri, fondazioni meno impegnative, minore quantità di materiale, costi ridotti, cantieri puliti e veloci in cui si lavora al coperto e in condizioni protette fin dalle prime fasi, manutenzioni semplificate, trasformabilità, meno rifiuti di demolizione, scarti riciclabili, progettazione funzionale ed efficiente. Molto elevate sono anche le qualità di isolamento termico e acustico offerte dal legno, e le usuali riverniciature periodiche (due - tre anni) sono di facile esecuzione.
Inoltre il sistema di assemblaggio previsto consente alla struttura di assecondare i movimenti naturali del legno, senza dare origine a micro-spaccature, permettendo inoltre l’intercambiabilità dei singoli elementi anche in momenti successivi. L’oggetto-casa diviene componibile nello spazio e nel tempo, caratterizzandosi cioè dal presentare una spazialità diversa secondo le esigenze.
A loro volta il solaio, il tetto e le pareti modulari sono costituiti da tanti singoli elementi prodotti con precisione industriale e assemblati a secco. Questa tecnica costruttiva viene inoltre abbinata all’uso di elementi costruttivi appositamente studiati per l’architettura biologica ed isolanti naturali, che permettono di garantire un isolamento ottimale. Tutto il materiale è dunque riciclabile, riutilizzabile e biodegradabile.
L’esigenza, espressa dalla committenza, di massimo contenimento dei costi si concretizza in un manufatto in cui il materiale impiegato (legno lamellare e massello), la tecnica di messa in opera (posa a secco) e il trattamento delle superfici (impregnazione a mano) intendono testimoniare un sapere costruttivo antico ma non semplice. Infatti, la costruzione a secco con elementi sovrapposti non ammette errori dimensionali, che comporterebbero un’inesatta messa a piombo. E’ necessario garantire, oltre ad un rigoroso rispetto delle tolleranze dei singoli moduli base, procedure di controllo in fase di assemblaggio degli elementi. Le prestazioni della costruzione, infatti, dipendono fortemente dal montaggio della struttura in quanto occorre, comunque, raggiungere quella monoliticità, tipica delle costruzioni usuali, atta a garantire i livelli di sicurezza previsti per la pubblica incolumità. L’edificio è a prova di terremoto poiché la struttura, adeguatamente contro ventata, è in grado – grazie alla sua ridotta massa – di far fronte alle azioni sismiche molto meglio di una costruzione convenzionale, rispetto alla quale - vista dall’esterno - non si differenzia minimamente.
L’intero processo tende a modificare l’idea corrente sulle caratteristiche tecnologiche del legno, considerato in genere un materiale buono solo per l’edilizia precaria, scadente, a basso costo, in favore di una sua concezione più evoluta, che lo veda come prodotto edilizio innovativo, in grado di fornire livelli di prestazione molto elevati.
Le caratteristiche fondamentali del progetto sono:
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la rapidità di montaggio;
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la progettazione di elementi strutturali (portanti e non) modulari;
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il basso peso, con la conseguente facile movimentazione dei pezzi e la ridotta dimensione delle fondazioni;
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il sistema di aggancio delle partizioni verticali, che consente il montaggio/smontaggio/spostamento delle pareti per manutenzione o la riorganizzazione degli spazi con un semplice smontaggio;
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la modularità delle partizioni verticali interne ed esterne;
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il nuovo materiale ecologico costituente i sistemi strutturali e i subsistemi di partizione;
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il sistema che, grazie alla sua modularità, consente un’aggregabilità pressoché infinita, in configurazione mono e multipiano, su struttura reticolare indipendente;
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l’uso di materiali che garantiscono il minimo spreco, la massima ricuperabilità e la riciclabilità dei componenti.
Più in particolare…
La realizzazione presenta alcuni aspetti tipici: ne parliamo con l’architetto Ugo Terzi, project manager – Fratelli Feltrinelli Progetti e Costruzioni, Milano
Che significato ha adoperare una struttura portante in legno per poi rivestirla?
Va anzitutto detto che è prassi comune riviste le strutture di qualsiasi edificio: assai raramente travi e pilastri in cemento o in acciaio presentano caratteristiche di finitura tali da essere messe “a vista”. Negli Stati Uniti, dove il Timber Frame è uno dei sistemi costruttivi più utilizzati, la struttura all’esterno viene sempre rivestita, mentre all’interno rimane parzialmente a vista, come nel nostro caso. Bisogna inoltre considerare il preciso vincolo estetico imposto al fine di inserirsi perfettamente nel paesaggio delle colline marchigiane: poiché il legno non è un materiale abituale dell’esperienza locale, è stato parzialmente mitigato dalle ampie superfici intonacate delle pareti esterne, costituite da isolamento a cappotto, che saranno tinteggiate con colori tradizionali.
Quale il problema più rilevante?
La precisione assoluta. La rapidità e la accuratezza della messa in opera sono il risultato di calcoli e di disegni costruttivi meticolosi, nonché di un rilevante coordinamento fra azienda, fornitori e cantiere.
Il rumore di calpestio?
Grazie ad un accurato studio della composizione del solaio, il rumore di calpestio è pressoché assente.
Quali le indicazioni generali, di tendenza, che si possono trarre da questa esperienza ormai in fase di ultimazione?
Questo intervento ha rappresentato un test per differenti aspetti. Dal punto di vista progettuale, sono stati coordinati separati studi di progettazione e sviluppata una notevole quantità di documenti. Dal punto di vista costruttivo, è probabilmente il primo edificio del genere in Italia.
Dal punto di vista organizzativo, ha comportato un impegno fuori dal comune da parte delle aziende partecipanti, specialmente per quelle non abituate all’uso del legno nelle costruzioni. Se da una parte le costruzioni in legno consentono tempi di posa molto rapidi, dall’altra il cantiere va coordinato in maniera innovativa. Il risultato finale è un edificio assolutamente competitivo sia per l’utilizzo al quale è destinato, sia per il rapporto qualità prezzo.
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